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20 Maggio 2009

Programma della lista comunista per Tavarnelle

Disponibile a questo indirizzo il programma della lista comunista per Tavarnelle
(inserire il codice in alto a destra per poter iniziare a scaricare)

 
07 Maggio 2009

UNA SINTESI DELLE NOSTRE PROPOSTE PER TAVARNELLE


 
QUESTIONE MORALE

Creare un rapporto di fiducia e collaborazione tra il cittadino che governa e il cittadino che delega. Lottare per il ricambio generazionale della classe politica.

IL RUOLO DELL’INTERVENTO PUBBLICO NELLE POLITICHE SOCIALI

CONTRASTARE LA CRISI ECONOMICA

Bloccare ogni pratica di esternalizzazione/privatizzazione dei servizi e avviarne una decisa ripubblicizzazione. Tutela delle fasce deboli. Qualificare le verifiche fiscali di chi accede ai servizi locali e alle agevolazioni.

POLITICHE GIOVANILI

Rendere i giovani protagonisti effettivi della vita pubblica. Cogestione fiduciaria del futuro centro giovani sul modello sperimentato dal circolo Semifonte di Barberino.

SOGGETTI DEBOLI

Includere gli anziani, i disabili e i soggetti più deboli in progetti di partecipazione alla vita pubblica.

POLITICHE DI INTEGRAZIONE

Qualificare e rafforzare il ruolo della consulta dei migranti. Istituzione di uno sportello qualificato a servizio dei cittadini stranieri.

SETTORI PRODUTTIVI

Sostenere le attività produttive e tutela delle istanze dei lavoratori.

SALUTE

Rafforzare e mettere in sicurezza le strutture pubbliche e migliorare i servizi sociosanitari.

CULTURA

Maggior coinvolgimento delle realtà associative locali per l’elaborazione di una proposta culturale e sportiva adeguata al territorio.

SERVIZI PUBBLICI

CONTRASTARE LE PRIVATIZZAZIONI

Evitare ogni ulteriore privatizzazione dei servizi e lavorare al ripristino di quelli esternalizzati.

GESTIONI ASSOCIATE

Potenziare le gestioni associate per il loro funzionamento sul lungo periodo, creando le premesse per l’unificazione amministrativa dei Comuni di Tavarnelle e Barberino.

RAZIONALIZZARE E VALORIZZARE LE NOSTRE RISORSE

Lotta alla precarietà nella pubblica amministrazione. Tutela dei diritti dei lavoratori pubblici e delle società esternalizzate.

TRASPORTI PUBBLICI

Potenziare i collegamenti tra frazioni e capoluogo e verso i poli produttivi.

NUOVE TECNOLOGIE

Creazione di una estesa rete WI-FI pubblica.

AMBIENTE, SVILUPPO SOSTENIBILE E BUON VIVERE

ACQUA

Lavorare al rafforzamento del ruolo degli organismi di garanzia pubblica nell’ottica di una ripubblicizzazione della risorsa. Autosufficienza territoriale nell’approvvigiamento (invasi).

RIFIUTI

Incrementare la quota di rifiuti differenziati e contemporaneamente perseguire l’obiettivo rifiuti zero.

ENERGIE RINNOVABILI

Incentivare l’efficienza e il risparmio energetico, a partire dagli edifici pubblici

RIQUALIFICARE IL TERRITORIO

Recuperare e riqualificare l’area dei Chiostrini. Creazione di una rete ciclopedonale che colleghi Tavarnelle alle frazioni.

AGRICOLTURA

Creazione di progetti che valorizzino il territorio e recuperino le nostre tradizioni rurali. Creazione di una Fattoria Sociale.

URBANISTICA

Privilegiare il consolidamento dell’esistente rispetto alle politiche delle grandi opere. Piani di edilizia pubblica popolare di qualità a prezzi calmierati.

 
23 Gennaio 2009

Laboratorio aperto per la costruzione del programma



CHI SIAMO

Siamo un gruppo di cittadini stanchi della politica in televisione, stanchi di delegare ad altri la responsabilità delle sorti di tutto ciò che ci circonda. Siamo COMUNISTI e lo diciamo chiaramente per far sì che il messaggio non possa essere frainteso. La nostra idea di società è basata sugli stessi ideali che ispirarono quei giovani partigiani che, scegliendo la via della resistenza, hanno dato vita alla nostra costituzione repubblicana. Ideali di democrazia, uguaglianza, fraternità che rischiano ogni giorno di essere spazzati via in un nazione investita dalla rivoltante egemonia della destra becera, xenofoba e classista. Fa male vedere quanto la nostra società si allontani da quegli ideali, ci sembra un enorme spreco di potenziale. Fa male anche vedere quanti errori una certa “sinistra” abbia commesso dimenticando il conflitto sociale per convertirsi alla religione del dio-mercato. Errori che hanno portato amare delusioni a chi, in buona fede e per anni, aveva riposto fiducia nel cambiamento. Che fine ha fatto la sinistra? E' questa la domanda che molti si fanno. Che fine faremo se non reagiremo per riappropriarci di quel che è nostro e che ci è stato strappato dal comitato d'affari che chiamiamo politica?


COSA VOGLIAMO
Vogliamo presentarci alle prossime elezioni amministrative proponendo alla cittadinanza un'alternativa reale, che nasce dalle proposte di un gruppo, composto in larga parte da giovani, intenzionato a sperimentare un metodo di partecipazione che a Tavarnelle non è mai stato proposto. Crediamo nel lavoro collettivo e ci ribelliamo all'isterica girandola di nomi che incessantemente sostituisce, sui mezzi di comunicazione, il dibattito sui problemi reali. Crediamo nella politica che nasce dal dialogo e dal confronto. E' per questo che prima di presentare un candidato vogliamo costruire insieme a voi un programma condiviso, aperto ad ogni contributo che provenga dalla società civile. A differenza di altri pensiamo che la politica non possa calare dall'alto, crogiolandosi nell'autoreferenzialità. Crediamo nella partecipazione così fermamente che mettiamo a disposizione dei cittadini di Tavarnelle il nostro partito per l'apertura di un LABORATORIO POLITICO APERTO in cui discutere su come far diventare il nostro paese una realtà migliore rispetto a quella che ci è stata consegnata oggi. Il futuro di Tavarnelle vogliamo costruirlo insieme a voi, passo per passo.

Le serate del laboratorio aperto:

Segavano i rami sui quali erano seduti e si scambiavano a gran voce le loro esperienza di come segare più in fretta, e precipitarono con uno schianto, e quelli che li videro scossero la testa segando e continuarono a segare. (Bertold Brecht)
MERCOLEDI' 28 GENNAIO
I DIRITTI DELL'AMBIENTE

Acqua, Rifiuti, Energia, Sfruttamento delle risorse del territorio

Solo gli stupidi sollevano pietre che poi ricadono sulla loro testa. (Mao Tse Tung)
MERCOLEDI' 4 FEBBRAIO
URBANISTICA E SVILUPPO

Infrastrutture, Edilizia sociale e convenzionata, rilancio del trasporto pubblico

L'unico modo di conoscere davvero i problemi è accostarsi a quanti vivono quei problemi e trarre da essi, da quello scambio, le conclusioni. (Ernesto Chè Guevara).
MERCOLEDI' 11 FEBBRAIO
RILANCIARE IL SOCIALE

Sanità, Integrazione, Politiche per gli anziani, Politiche Giovanili, Cultura, Associazionismo, Attività Sportive

La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico. (Enrico Berlinguer)
MERCOLEDI' 18 FEBBRAIO
SERVIZI PUBBLICI

Efficienza, Gestioni associate, Progressioni dei dipendenti, Open source

La storia dell'industria moderna mostra che il capitale, se non gli vengono posti dei freni, lavora senza scrupoli e senza misericordia per precipitare tutta la classe operaia al livello della più profonda degradazione. (Karl Marx)
MERCOLEDI' 25 FEBBRAIO
PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE

Sviluppo economico, Valorizzazione del turismo, Diversificazione delle fonti di reddito

TUTTI GLI INCONTRI SI SVOLGERANNO ALLE 21:30 NELLA SEDE PRC DI TAVARNELLE IN PIAZZA MATTEOTTI (SOPRA LA EX BIBLIOTECA)

 
14 Ottobre 2008

Roma, 11 ottobre 2008: Manifestazione Nazionale













 
04 Ottobre 2008

Roma, 11 ottobre 2008, Manifestazione nazionale

 
12 Settembre 2008

Adesione all'appello per la manifestazione unitaria dell'undici ottobre



APPELLO PER LA MANIFESTAZIONE UNITARIA DELL'11 OTTOBRE

 Per aderire all'appello:

 11ottobre2008@libero.it

 

 Un'altra Italia    Un'altra Politica


 Le politiche aggressive del Governo di centrodestra, sostenute in primo luogo da Confindustria, disegnano il quadro di un'Italia ripiegata su se  stessa e che guarda con paura al futuro, un Paese dove pochi comandano, in  cui il lavoro viene continuamente umiliato e mortificato, nel quale  l'emergenza evocata costantemente per giustificare la restaurazione di una  società classista razzista e sessista. Che vede nei poveri, nei marginali e nei differenti, i suoi principali nemici. Che nega, specie nei migranti, il  riconoscimento di diritti di cittadinanza con leggi come la Bossi Fini che  non solo generano clandestinità e lavoro nero, ma calpestano fondamentali  valori di umanità.

 

 Questa la risposta delle destre alla crisi profonda, di cui quella  finanziaria solo un aspetto, che attraversa il processo di globalizzazione  e le teorie liberiste che l'hanno sostenuto. Una risposta che, naturalmente,  ignora il fatto che solo un deciso mutamento del modello economico oggi  operante può risolvere problemi drammatici, dei quali il pi grave la  crisi ecologica planetaria. Spetta alla sinistra contrapporre un'altra idea  di società e un coerente programma in difesa della democrazia e delle  condizioni di vita delle persone. E' una risposta che non può tardare ed  l'unico modo per superare le conseguenze della sconfitta elettorale e politica. Ci proponiamo perciò di contribuire alla costruzione di  un'opposizione che sappia parlare al Paese a partire dai seguenti obiettivi:

 

   1. riprendere un'azione per la pace e il disarmo di fronte a tutti i rischi di guerra, oggi particolarmente acuti nello scacchiere del Caucaso.

 La scommessa ridare prospettiva a un ruolo dell'Europa quale principale  protagonista di una politica che metta la parola fine all'unilateralismo  dell'amministrazione Bush, al suo programma di scudo spaziale e di  estensione delle basi militari nel mondo, all'occupazione in Iraq e  Afghanistan (dove la presenza di truppe italiane non ha ormai alcuna  giustificazione), ma anche alla sindrome da grande potenza che sta  impossessandosi della Russia di Putin;

 

   2. imporre su larga scala un'azione di difesa di retribuzioni e pensioni  falcidiate dal caro vita, il quale causa un malessere che la destra tenta di  trasformare in egoismo sociale, guerra tra poveri, in un protezionismo  economico del tutto insensibile al permanere di gravi squilibri tra il Nord  e il Sud del mondo. Di fronte alla piaga degli "omicidi bianchi" necessario intensificare i controlli e imporre l'applicazione delle sanzioni alle imprese. Si tratta inoltre di valorizzare tutte le forme di lavoro: lottando contro precariato e lavoro nero, anche attraverso la determinazione di un nuovo quadro legislativo; sostenendo il reddito dei disoccupati e dei giovani inoccupati; ottenendo il riconoscimento di forme di lavoro informale e di economia solidale;

 

   3. respingere l'attacco alla scuola pubblica, all'Università alla ricerca e alla cultura, al servizio sanitario nazionale, ai diritti dei lavoratori e alla contrattazione collettiva. E' una vera e propria demolizione attuata attraverso un'azione di tagli indiscriminati e di licenziamenti, l'introduzione di processi di privatizzazione, e un'offensiva ideologica improntata a un ritorno al passato di chiaro stampo reazionario (maestro unico, ecc.). L'obiettivo della destra al governo colpire al cuore le istituzioni del welfare che garantiscono l'esercizio dei diritti di cittadinanza. L'affondo costituito da un'ipotesi di federalismo fiscale deprivato di ogni principio di mutua solidarietà

 

   4. rispondere con forza all'attacco contro le politiche volte a contrastare la violenza degli uomini contro le donne, riconoscendo il valore politico della lotta a tutte le forme di dominio patriarcale, dell'autodeterminazione delle donne e della libertà femminile nello spazio pubblico e nelle scelte personali;

 

   5. sostenere il valore della laicità dello stato e riconoscere diritto di cittadinanza alle richieste dei movimenti per la libera scelta sessuale e per quelle relative al proprio destino biologico;

 

   6. sostenere le vertenze territoriali (No Tav, No Dal Molin, ecc.) che intendono intervenire democraticamente su temi di grande valore per le comunità, a partire dalle decisioni collettive sui temi ambientali, sulla salute e sui beni comuni., prima fra tutti l'acqua. Quella che si sta affermando con la destra al governo un'idea di comunità corporativa, egoista, rozza e cattiva, un'idea di società che rischia di trasformare le nostre città e le loro periferie nei luoghi dell'esclusione. Bisogna far crescere una capacità di cambiamento radicale delle politiche riguardanti la gestione dei rifiuti e il sistema energetico. Con al centro la massima efficienza nell'uso delle risorse e l'uso delle fonti rinnovabili. Superando la logica dei megaimpianti distruttivi dei territori, del clima e delle risorse in via di esaurimento. E' fondam entale sostenere una forte ripresa del movimento antinuclearista che respinga la velleitaria politica del governo in campo energetico.

 

  7. contrastare tutte le tentazioni autoritarie volte a negare o limitare fondamentali libertà democratiche e civili, a partire dalle scelte del governo dai temi della giustizia, della comunicazione e della libertà di stampa. O in tema di legge elettorale mettendo in questione diritti costituzionali di associazione e di rappresentanza. Si tratta anche di affermare una cultura della legalità contro le tendenze a garantire l'immunità dei forti con leggi ad personam e a criminalizzare i deboli.

 

 

 Per queste ragioni e con questi obiettivi vogliamo costruire insieme un percorso che dia voce ad un'opposizione efficace, che superi la delusione provocata in tanti dal fallimento del Governo Prodi e dalla contemporanea sconfitta della sinistra, e raccolga risorse e proposte per questo paese in affanno. L'attuale minoranza parlamentare non certo in grado di svolgere questo compito, e comunque non da sola, animata com' da pulsioni consociative sul piano delle riforme istituzionali, e su alcuni aspetti delle politiche economiche e sociali (come tanti imbarazzati silenzi dimostrano, dal caso Alitalia all'attacco a cui sottoposta la scuola, dalla militarizzazione della gestione dei rifiuti campani alle ordinanze di tante amministrazioni locali lesive degli stessi principi costituzionali).

 

 Bisogna invece sapere cogliere il carattere sistematico dell'offensiva condotta dalle destre, sia sul terreno democratico, che su quelli civile e sociale, per potere generare un'opposizione politica e sociale che abbia l'ambizione di sconfiggere il Governo Berlusconi. Quindi, proponiamo una mobilitazione a sinistra, per "fare insieme", al fine di suscitare un fronte largo di opposizione che, pur in presenza di diverse prospettive di movimenti partiti, associazioni, comitati e singoli, sappia contribuire a contrastare in modo efficace le politiche di questo governo.

 

 Al tal fine proponiamo la convocazione per l’11 ottobre di un'iniziativa di massa, pubblica e unitaria, rivolgendoci a tutte le forze politiche, sociali e culturali della sinistra e chiedendo a ognuna di esse di concorrere a un'iniziativa che non sia di una parte sola. Il nostro intento contribuire all'avvio di una nuova stagione politica segnata da mobilitazioni, anche territorialmente articolate, sulle singole questioni e sui temi specifici sollevati.

 

Prime Adesioni:

Anna Picciolini, Bianca Pomeranzi, Maurizio Acerbo, Andrea Agostini, Mario Agostinelli, Vittorio Agnoletto, Andrea Alzetta, Fabio Amato, Bianca Dacomo Annoni, Ciro Argentino, Giorgio Arlorio, Giuseppe Albanese, Stefano G. Azzar, Andrea Bagni, Rossana Ballino, Paola Baraffi, Imma Barbarossa, Gianni Belloni, Alessandro Biasoli, Bianca Mara, Carlo Baldini, Maria Luisa Boccia, Gabriele Bollini, Elio Bonfanti, Carlo Borriello, Mara Bianca, Benedetta Buccellato, Alberto Burgio, Sergio Bellucci, Gabriele Bollini, Nerina Benuzzi, Maddalena Berrino, Fausto Bertinotti, Stefano Bianchi, Marina Bosco, Giacinto Botti, Augustin Breda, Antonio Bruno, Gloria Buffo, Oriella Busetto, Bianca Bracci Torsi, Paolo Cacciari, Daniele Calli, Maria Campese, Giovanna Capelli, Mauro Cannoni, Antonio Castronovi, Francesca Cavarocchi, Maria Grazia Campus,Sergio Caserta, Wilma Casavecchia, Cesare Chiazza, Elena Canali, Giuseppe Chiarante, Luciana Castellina, Guido Cappelloni, Bruno Ceccarelli, Stefano Ciccone ,Aurelio Crippa, Mario Cena, Luigi Cerini, Gianpiero Ciambotti, Paolo Ciofi, Anna Cotone, Eros Cruccolini, Claudio Cugusi, Rosa Maria Cutrufelli, Sandro Curzi, Flavio Cogo, Luisella De Filippi, Elettra Deiana, Nunzio D'Erme, Dante De Angelis, Loredana De Checchi, Paolo De Nardis, Piero Di Siena, Antonella Del Conte, Walter De Cesaris, Elena Del Grosso, Jose Luis Del Roio, Gemma De Rosa, Valeria Di Blasio, Pippo Di Marca , Mauro Di Marco, Dalma Domeneghini, Ferruccio Danini, Eugenio Donise, Erminia Emprin, Roberta Fantozzi, Pietro Folena, Riccardo Ferraro, Ciccio Ferrara, Eleonora Forenza, Loredana Fraleone, Mercedes Frias, Francesco Francescaglia, Davide Franceschini, Francesca Foti , Matteo Gaddi, Stefano Galieni, Don Gallo, Clara Gallini, Rocco Giacomino, Matteo Gerardo, Alfonso Gianni, Dino Greco, Fosco Giannini, Paul Ginsborg, Franco Giordano, Sergio Giovagnoli , Claudio Grassi, Cristina Grandi, Heidi Giuliani, Chiara Giunti, Alfiero Grandi, Giuseppe Gonnella, Celeste Grossi, Rita Guglielmetti, Paolo Halacia, Margherita Hack, Giuseppe Joannas, Igor Kocijancic, Pietro Ingrao, Donata Ingrilli, Beniamino Lami, Antonio Lareno, Rita Lavaggi, Gigi Livio, Salvatore Lihygm, Mirko Lombardi, Roberto Latella, Umberto Lauren, Piero Leonesio, Carlo Leoni, Orazio Licandro, Lia Losa , Salvatore Lihard , Dora Maffezzoli, Ramon Mantovani, Laura Marchetti,Gerardo Marletto, Graziella Mascia, Roberto Mastroianni, Corrado Mauceri, Filippo Miraglia, Sergio Mirimao, Citto Maselli, Giorgio Mele, Paolo Menichetti, Lidia Menapace, Gennaro Migliore, Gianni Min, Siliano Mollitti, Mario Monicelli, Valerio Monteventi, Giorgio Molin, Emilio Molinari, Andrea Morniroli, Andrea Montagni, Sandro Morelli, Roberto Musacchio, Gianni Naggi, Amalia Navoni, Fabrizio Nizi, Alfio Nicotra, Simone Oggionni, Andrea Occhipinti, Franco Ottaviano, Manuela Palermi, Mario Palermo, Gianni Palumbo, Simona Panzino , Luigi Pegolo, Elisabetta Piccolotti, Silvana Pisa, Francesco Piobbichi, Marina Pivetta, Giuseppe Prestipino, Giovanni Prezioso, Ciro Pesacane, Renata Puleo, Carla Ravaioli, Luigi Regolo, Fausto Razzi, Simona Ricotti, Tiziano Rinaldini, Giorgio Riolo, Anna Maria Riviello, Mino Ronzitti, Rossano Rossi, Giovanni Russo Spena, Francesco Saccomano, Mario Sai, Don Roberto Sardelli, Antonia Sani, Pino Sgobio, Ersilia Salvato, Pasquale Scimeca, Arturo Scotto, Luigi Servo, Anita Sonego, Claudia Sacconi, Raffaele Salinari, Consiglia Salvino, Davide Scagliante, Paola Scarnati, Aldo Semeraro, Patrizia Sentinelli,Antonio Sgr, Graziella Silipo, Massimiliano Smeriglio, Niko Somma, Gabriella Stramaccioni, Maria Luisa Severi, Bruno Steri, Gigi Sullo, Luigi Tamburino, Federico Tommasello, Patrizio Tonon, Massimo Torelli, Stefano Tassinari, Aldo Tortorella , Sergio Tosini, Luca Trevisan, Mauro Valiani, Mauro Vannoni, Fulvio Vassallo Paleologo, Benedetto Vertecchi, Nichi Ve ndola, Jacopo Venier, Pasquale Voza, Sergio Zampini, Renato Zanoli, Maurizio Zipponi, Angelo Zola, Katia Zanotti.

 

Aderiscono

Barbara Valmorin - Simonetta Bruschini - Elena De Rocco - Francesco Di Cataldo

Segretario Sez. PdCI Chirignago - Zelarino (VE) Ori Mario - Angeli Federico - Vincenzo Cal - Alessandro Squizzato, coordinatore regionale veneto FGCI - sezione "Salvador Allende" del PdCI della Castellana (federazione di Treviso) - Raffaele Coppola - PdCI di Salerno - PdCI San Lorenzo Pina Rozzo - Roma Genovali Andrea Fedeli Stefano Michele Starnini - Sezione "L. Longo" Pdci Genzano di Roma - ASSOCIAZIONE PUNTOCRITICO - Maggi Paola Giorgio Fasan Alessandro Pignatiello Dino Tibaldi - Jean Claude Saroufim - Pellegrini Paola FGCI ROMA Nicola Atalmi - Fabio Bracciantini - Mauro Chessa - Alessandro Longhi Riccardo Messina FGCI nazionale - Maurizio Musolino, direttore del settimanale La Rinascita Massimo Taddia - Fgci Alghero (SS) Sardegna Orazio Licandro Mauro Valiani - Paolo Chiappe - Fabio Nobile Segretario PdCI Roma. - Mirella Balliana - Paolo Fo rnelli segretario provinciale PdCI Pavia Simone Marconato Daniela polenghi Flavio Arzarello Maria Giovanna Bencist Luciano Carotti Diletta Carotti - Lorenzo Ferrari, Giuseppe Mura, Massimo Agostinelli, Paciello Salvatore, Candoli Maria Teresa Sez. PDCI Cesenatico Carlo Lucchesi Paola Giaccone Atalmi Nicola -

 

 Per aderire all'appello:

 11ottobre2008@libero.it

 

 
08 Settembre 2008

Assemblea Nazionale PRC Roma 14 settembre 2008

 
23 Gennaio 2008

COMUNE DI FIRENZE : UNA PRIMA VITTORIA DEL MOVIMENTO PER L'ACQUA

Dopo il rinvio di una settimana fa, anche ieri al Comune di Firenze è mancato il numero legale sulla delibera favorevole all'accorpamento
degli ATO 2, 3 e 6 in Toscana.

Si tratta di un grave provvedimento di accelerazione della privatizzazione del servizio idrico integrato, stante che l'unico denominatore comune fra i tre ATO è il socio privato, ovvero Acea SpA.

Un provvedimento duramente contestato dalla rete dei comitati toscani dell'acqua e dai lavoratori di Pubbliacqua, che hanno anche scritto una lettera a tutti i 160 Comuni interessati, ricordando come il provvedimento in oggetto fosse in diretto contrasto con la moratoria su tutti gli affidamenti approvata il 1 dicembre scorso dal Parlamento e sottolineando come perfino l'Antitrust avesse recentemente condannato il "cartello" Acea- Suez per aver condizionato un quarto delle gare per la gestione dell'acqua in Italia.

Alle sollecitazioni dei movimenti hanno risposto i rappresentanti istituzionali della sinistra che, seguiti dai consiglieri del centro-destra, hanno abbandonato l'Aula, facendo mancare il numero legale.

Abituato da anni a consensi "bulgari" e a consigli comunali di pura ratifica di decisioni prese altrove, il Sindaco Domenici ha reagito in maniera scomposta, minacciando più volte l'apertura di una crisi e le elezioni anticipate, mentre il suo Partito Democratico ha presentato una mozione di sfiducia nei confronti del Presidente del Consiglio Comunale, reo di aver seguito le indicazioni dei movimenti in difesa dell'acqua invece che le indicazioni delle lobbies del mercato dei servizi.

La battaglia è solo all'inizio e i movimenti per l'acqua stanno già preparando una iniziativa nazionale a Firenze per sabato 9 febbraio.

Anche perché ciò che, per ora, è uscito fuori dalla porta del Consiglio Comunale di Firenze, potrebbe presto rientrare dalla finestra del Consiglio Regionale della Toscana, dove è in dirittura d'arrivo –voto previsto per fine febbraio- una pessima legge regionale di riforma dei servizi pubblici locali, che – fra le altre cose- sull'acqua prevede l'accorpamento di tutto il territorio toscano in unico ATO, consegnando così l'intero servizio idrico della regione al cartello Acea-Suez.

 Roma, 22 Gennaio 2008                                                                      FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L'ACQUA
 
16 Gennaio 2008

Firenze: Sinistra interviene su delibera servizio idrico

FIRENZE: SINISTRA INTERVIENE SU RINVIO DELIBERA SERVIZIO IDRICO:

“UN NOSTRO SUCCESSO IN DIFESA DELL’ACQUA COME BENE PUBBLICO. ORA SI DEVE APRIRE UN VERO CONFRONTO A  LIVELLO REGIONALE ”

I quattro segretari della Sinistra Arcobaleno intervengono sulla decisione odierna del Consiglio Comunale di Firenze di rinviare la delibera n. 2007/00903 (“Servizio Idrico Integrato. Approvazione Accordo quadro per gestore unico ATO n. 2, 3 e 6”).

“Preso atto del rinvio della delibera  sul Servizio Idrico Integrato, rispetto alla quale l’unità e la coesione di tutte le forze della sinistra è stata determinante, crediamo sia  ora opportuno cogliere questa occasione per aprire una fase di confronto politico coinvolgendo anche il livello regionale”.

“Il nostro obiettivo è di inserire la discussione sull’ente gestore all’interno di un quadro definito di regole che specifichi il ruolo del pubblico e le sue funzioni a salvaguardia dell’acqua come bene pubblico”.

Duccio Braccaloni – Portavoce Federazione Comunale Verdi Firenze

Daniele Baruzzi – Coordinatore provinciale Sinistra Democratica Firenze

Maurizio De Santis – Segretario Provinciale Rifondazione Comunista Firenze

Riccardo Gabellini – Segretario Comunisti Italiani Firenze

 
14 Gennaio 2008

Comunicato stampa sul protocollo Domenici-Fontanelli-Veltroni

PRC Toscana: voteremo contro al Protocollo Domenici - Fontanelli –Veltroni,  in difesa dell’acqua pubblica.

La segreteria regionale di Rifondazione Comunista in merito al voto imminente del Consiglio Comunale di Firenze sulla delibera n. 2007/00903 (“Servizio Idrico Integrato. Approvazione Accordo quadro per gestore unico ATO n. 2, 3 e 6”), denuncia la forzatura del Sindaco Domenici sul processo legislativo riguardante i servizi pubblici locali, in discussione da tempo in Regione Toscana, e l’evidente pericolo di determinare un solco tra le istituzioni e il vasto e unitario movimento per  ripubblizzazione dell’acqua, Bene Comune.

Nella nostra regione, oltre 40 mila  concittadini hanno firmato due proposte di legge d'iniziativa popolare per una gestione pubblica dell'acqua: una regionale, e poi una nazionale (presentata in Parlamento con 400 mila firme e adesso in discussione alla Commissione Ambiente della Camera), raccogliendo adesioni e partecipazione senza precedenti nel nostro paese, una grande iniziativa di civiltà in collegamento con il contratto mondiale per l’acqua contro le politiche liberiste delle multinazionali, che negano l’accesso all’acqua a milioni d’esseri umani.

Infatti, il Parlamento italiano ha appena votato una moratoria di un anno su tutti i processi di privatizzazione e affidamento a Spa dei servizi idrici nel paese, rispondendo alla grande manifestazione a Roma contro la privatizzazione dell'acqua cui hanno partecipato migliaia di persone.

Un’importante decisione del Parlamento che rende politicamente azzardata l'operazione che in Toscana viene preparata attorno ad Acea Spa e Suez, che anche sotto il profilo giuridico (a seguito della moratoria recentemente approvata) la rende di dubbia legittimità.

Per questo - la segreteria regionale del PRC – ritiene che la costituzione d’enti unici gestori non possono anticipare in alcun modo il quadro legislativo regionale, che è di specifica competenza della Regione Toscana la quale definisce il ruolo della parte pubblica (di cui i Sindaci dovrebbero essere i garanti) nell’indirizzo e controllo degli enti medesimi per garantire la qualità del servizio, gli investimenti e la tutela dei diritti dei cittadini.

Tra l’altro una recente sentenza dell'Autorità Antitrust conferma in modo autorevole le denunce e le preoccupazioni di chi sostiene la necessità di una gestione totalmente pubblica del servizio idrico integrato, che riporti le decisioni fondamentali riguardanti il bene comune acqua entro lo spazio democratico (a partire dai consigli elettivi), ponendo al centro i diritti dei cittadini e non le esigenze di profitto dei grandi gruppi privati.

Il 22 novembre 2007 l'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust) ha comminato ad ACEA una multa di 8.300.000 d’euro e a Suez Environnement una multa di 3.000.000 d’euro per aver posto in essere "un'intesa restrittiva della concorrenza" infrazione considerata "molto grave"; le 66 pagine di motivazione della sentenza aiutano a capire chi e per quale fine vengono operate le scelte fondamentali nella gestione del servizio idrico; infatti nella sentenza si afferma che l'accordo fra Acea e Suez "è stato volto a mantenere ed aumentare il rispettivo potere di mercato secondo criteri di mera strategia imprenditoriale e non di maggiore efficienza industriale.

In Toscana ci si prepara a compiere un passo gravissimo. Dal momento che i sindaci delle maggiori città - decidono il futuro dell'acqua sulla base di un solo semplice criterio: accorpare le gestioni, per l'appunto la cordata con capofila Acea e Suez, determinando le scelte sulla gestione dell’acqua di moltissimi comuni toscani che attualmente sono esclusi dalla privatizzazione, e mettendo in discussione la centralità legislativa regionale in materia di servizi pubblici.

A fronte di un'operazione di questa rilevanza, sostanzialmente costruita e decisa da pochi sindaci, è necessario che i Consigli Comunali di tutti i 161 Comuni interessati possano riunirsi e discutere in modo libero del proprio futuro in materia di servizi pubblici fondamentali.

Chiederemo che siano convocati anche Consigli Comunali aperti alla cittadinanza, là dove possibile, per consentire una diretta partecipazione dei cittadini stessi, che vedono messi in gioco i loro diritti fondamentali.

Per questo il percorso di fusione dei soggetti gestori degli ATO 2, 3 e 6, previsto nel protocollo firmato fra Domenici, Fontanelli e Veltroni il 24 novembre 2007, in discussione oggi a Firenze e in seguito in tutti i 160 comuni interessati, che dovrebbe portare alla costituzione di una nuova società operativa, deriva dall'ipotesi studiata da Suez nel 2003, troverà il voto contrario di Rifondazione Comunista.

Rifondazione Comunista, le altre forze della Sinistra - Arcobaleno, il movimento per l’acqua bene comune stanno organizzando importanti assemblee, appelli e iniziative unitarie per il controllo pubblico in difesa dell’acqua come bene comune, noi ci impegneremo affinché il Toscana cresca una forte opposizione ai processi di privatizzazione dei servizi pubblici.

Firenze 13 gennaio 2008

Paolo Gangemi EE.LL

SEGRETERIA REGIONALE PRC – SE

 
12 Gennaio 2008

Perché tanta fretta?

Quando si fanno delle forzatura per chiudere rapidamente un qualche
contratto generalmente c'è dietro qualcosa, lo sappiamo bene tutti visto
che non passa mese che qualcuno non si presenti alla nostra porta con
qualche proposta irripetibile da firmare tassativamente subito, proposta
che alla minima lettura si rivela inevitabilmente truffaldina.
Siamo così tanto abituati, che quando abbiamo visto la fretta con cui
Domenici e soci vogliono chiudere la fusione dei gestori idrici
integrati dei 3 ATO toscani la prima reazione è stata di... guardarsi
dietro.
Perché con una recente sentenza dell'antitrust che condanna il
"monopolio" di ACEA come partner privato in toscana si decide di andare
oltre creando un vero e proprio monopolio con una azienda unica di
gestione? Quali vantaggi ne dovremmo avere? Beh i nostri amici
democratici un po' di vantaggi ce li sbandierano, vediamoli un attimo:
1- Predisposizione di grosse aziende per fronteggiare la concorrenza
europea tra qualche anno quando ci sarà una liberalizzazione dei bandi
2- Maggior bacino di utenza quindi maggior potere contrattuale verso il
gestore
3- Grosse aziende, maggior investimento dei privati.
Ora, liberi di credere che gli asini volano, ma su questi tre punti di
dubbi ce ne stanno pochi. Il primo si annienta da solo, visto che ancora
è tutto in divenire e nessuno può indovinare lo scenario tra 5-10 anni,
oltretutto non ci sono segnali che aziende di questo tipo (esclusa SUEZ
già abbondantemente presente) abbiano tanta voglia di uscire dal
territorio dove operano, e vista la specificità del servizio offerto
pare pure logico che il legame col proprio territorio pesi molto nei
piani di sviluppo di queste imprese.
Pure la terza si commenta da sola, basta vedere come sono andate le cose
in questi anni. Ad Arezzo il socio privato ha riscosso consulenze
miliardarie portando il gestore al fallimento, ma anche in Publiacqua i
soldi per gli investimenti in questi anni alla fine sono arrivati non da
ACEA ma da mutui accesi con le banche, in primis Monte dei Paschi di
Siena con, a nostro giudizio, evidente conflitto di interessi essendo
questa banca socio dell'azienda stessa tramite la partecipazione in
Acque Blu Fiorentine.
Il punto 2 è molto più sottile, ma si rivela una bufala colossale ad un
esame della situazione. Attualmente i 3 gestori sono tutti
partecipazioni pubblico/privato con maggioranza pubblica (pubblico
ripartito in quote molto variabili tra i comuni soci), le quote
pubblico/ACEA variano nei tre gestori ma, per semplificare, facciamo
finta che tutti e 3 abbiano attualmente una partecipazione al 60%
pubblica e al 40% di ACEA. Se dopo la fusione rimanesse la stessa
percentuale, si avrebbe comunque un indebolimento colossale della parte
pubblica. Infatti ACEA rimarrebbe al 40%, ma i comuni che si
spartirebbero il rimanente 60% sarebbero almeno tre volte di più di
quelli che erano presenti nelle singole società, si genererebbe un
frazionamento che porterebbe a un impatto decisionale del pubblico
all'interno dell'azienda pressoché nullo. Oltre a ciò, essendo i bacini
già piuttosto ampli non si vedrebbero particolari vantaggi nell'offrire
un pacchetto maggiore di utenze al gestore. Dal punto di vista pratico
c'è anche da dire che se per gli ATO di Firenze e Pisa geograficamente
ci può essere dei punti in comune, con l'ATO di Siena-Grosseto non ci
sono ragioni di bacino che giustifichino una gestione comune. A questo
aggiungiamo pure che se già adesso è difficile parlare con Publiacqua
per un cittadino (ma anche per un amministrazione) quando la società
coprirà mezza toscana diventerà praticamente impossibile.
Se poi vogliamo scendere nel materiale per gli ex utenti di publiacqua
si prospettano nubi all'orizzonte, visto che al momento tra le tre è
quella con i bilanci migliori è facile immaginare che dopo
l'unificazione nel calderone unico questi "avanzi" andranno a compensare
le mancanze delle altre ATO.
Allora la domanda di partenza rimane in tutta la sua concretezza: perché
tanta fretta? Perché tanta arroganza, da minacciare lo scioglimento del
consiglio comunale?

Segreteria PRC Barberino-Tavarnelle
 
11 Gennaio 2008

Acqua, Domenici minaccia scioglimento del consiglio

Acqua, Domenici minaccia scioglimento del consiglio

REPUBBLICA FIRENZE 11/1/08 prima pagina

PALAZZO VECCHIO
Accordo sull´acqua voto a rischio

Voto a rischio in consiglio comunale sull´accordo stretto a novembre tra Leonardo Domenici e Walter Veltroni sulla gestione unica della distribuzione dell´acqua negli Ato 2, 3 e 6 e l´alleanza stratetiga con la società Acea di Roma, quotata in Borsa, che è già partner di tre imprese toscane: Publiacqua (che raggiunge 50 centri tra Firenze, Prato e Pistoia), Acquedotto del Fiora (56 comuni a cavallo tra Siena e Grosseto) e la pisana Acque spa (57 comuni). Domenici sembra deciso a portare in aula il provvedimento lunedì prossimo, anche il termine per la ratifica scade a fine febbraio. Ma oltre a quello di Firenze ci sono altri 162 Comuni che devono votare la stessa intesa e Palazzo Vecchio dovrebbe aprire la strada. Ma una parte della maggioranza però non è d´accordo sulla fusione e tantomeno sul ruolo di Acea: Sinistra democratica, Verdi e Comunisti italiani non vogliono approvare e così il sindaco può contare su 21 voti sicuri, 19 del Pd e 2 dello Sdi. Lo scontro si profila duro, al punto da spingere Domenici a minacciare lo scioglimento del consiglio. Saltata anche la riunione di maggioranza prevista ieri. Il sindaco ha iniziato riunioni separate: durante il colloquio con lo Sdi il capogruppo socialista Alessandro Falciani è tornato alla carica chiedendo per il suo partito un posto in giunta.

Firenze: Sinistra interviene su servizio idrico

Firenze, 11 gennaio 2008


FIRENZE: SINISTRA INTERVIENE SU SERVIZIO IDRICO: "PRIMA DI TUTTO GARANZIE PER IL CONTROLLO PUBBLICO IN DIFESA DELL'ACQUA COME BENE COMUNE"


In vista del Consiglio Comunale di Lunedì i quattro segretari della Sinistra Arcobaleno intervengono sulla delibera n. 2007/00903 ("Servizio Idrico Integrato. Approvazione Accordo quadro per gestore unico ATO n. 2, 3 e 6"), ritenendo vi sia stata una inopportuna accelerazione che prefigura una forzatura sul processo legislativo in corso in Regione Toscana.


"I processi di costituzione di enti unici gestori non possono anticipare in alcun modo il quadro legislativo entro il quale i soggetti dovranno agire. Il quadro legislativo è specifica competenza della Regione Toscana e dovrà definire il ruolo della parte pubblica (di cui i Sindaci dovrebbero essere i massimi garanti!) nell'indirizzo e controllo degli enti medesimi per garantire la qualità del servizio, gli investimenti e la tutela dei diritti dei cittadini".


"Pertanto non rileviamo l'opportunità di porre in votazione con una decisione improvvisa la delibera sul servizio idrico fintanto che non sia definito il quadro legislativo con una specifica legge regionale".


Duccio Braccaloni - Portavoce Federazione Comunale Verdi Firenze

Daniele Baruzzi - Coordinatore provinciale Sinistra Democratica Firenze

Maurizio De Santis - Segretario Provinciale Rifondazione Comunista Firenze

Riccardo Gabellini - Segretario Comunisti Italiani Firenze  
 
09 Gennaio 2008

AZIONE POLITICA SU GESTIONE COMPARTO IDRICO (ATO 3 – 2 – 6 Toscana)


Stiamo organizzando incontri nella provincia sulla questione del Protocollo sull'accorpamento degli ATO 2,3,6. Dopo incontri con SD, PdCI; Verdi in Palazzo vecchio, dopo la nascita di La sinistra l'arcobaleno con l'assemblea di dicembre a Roma, il lavoro congiunto sul tema dell'acqua si va rafforzando e non solo ha dato origine all'assemblea del 5 dicembre nel Salone dei Dugento ma adesso sta proseguendo con la calendarizzazione di incontri da svolgere nei Comuni della provincia, per zone, per incontrare consiglieri comunali e forze politiche per consolidare ed arricchire la nostra opposizione a quell'accordo e prevenire il passaggio nelle sedi consiliari.

A Firenze, nonostante i ripetuti annunci, a tutt'oggi non esistono le condizioni politiche perché il protocollo, qualora fosse portato in aula, possa essere approvato. E' evidente che l'accellerazione che il Sindaco vorrebbe produrre confligge con la situazione a livello nazionale, dopo l'approvazione della moratoria e la calendarizzazione della legge di iniziativa popolare, così come con il livello regionale impegnato nella discussione sulla revisione degli ATO.
Tale accellerazione, riguardando più della metà dei cittadini toscani, precostituirebbe a nostro avviso una situazione che potrebbe confliggere di fatto con eventuali scelte della Regione; politicamente poi è evidente che va nel senso contrario ad eventiuali aperture nella direzione della ripubblicizzazione.
Per questo, già a partire da domani sera a Strada in Chianti, stiamo fissando incontri per coinvolgere i Comuni della Provincia di Firenze che saranno chiamati ad approvare il protocollo, al fine di dare strumenti sia ai consiglieri che alle forze politiche della sinistra per attestarsi quanto meno sul rinvio.
Non è estraneo a questo percorso la delibera dell' Antitrust che svela i meccanismi e i contatti fra Acea e Suez, e vanifica molte delle ragioni che all'epoca convinsero alcuni della bontà dell'operazione, per esempio l'utilità di creare un soggetto tutto italiano capace di reggere le gare europee, così come l'utilità di creare sinergie di competenze e risorse.
La ricca analisi dell'Antitrust dimostra chiaramente l'accordo preventivo, di spartizione del mercato, fra Acea e Suez, e la loro volontà di accrescere il loro potere di mercato secondo criteri di strategia imprenditoriale e non di maggiore efficienza industriale. In questi incontri il tentativo sarà anche quello di dare una mano alla ripresa piena di attività della rete toscana per l'acqua, fondamentale per tutto questo lavoro.
Un abbraccio
Anna Nocentini, capogruggo PRC al Comune di Firenze

Firenze, 09/01/2008
 
03 Dicembre 2007

Acqua, bene comune?

Il 6/11/07 Publiacqua mostra a tutti noi la sua eccezionale solerzia, a soli 6 giorni lavorativi dal nostro consiglio comunale aperto del 25/10/07 provvede, non certo al ripristino di un adeguato servizio di distribuzione verso i cittadini di Tavarnelle, ma bensi al mobbing verso i dipendenti che osano criticare pubblicamente la gestione fallimentare della società tramite trasferimento del sig. Luciano D'Antonio alla sede di S.Giovanni Valdarno.Con l'arroganza di questo potere è difficile poter parlare di beni comuni, ma noi siamo una razza in via di estinzione e crediamo alla necessità di rimettere al centro dell'attenzione politica la gestione dei beni comuni. Per questo motivo stiamo lavorando con le altre forze di sinistra e con movimenti come ATTAC al tentativo di creare un forum permanente nel nostro comune sul tema dell'acqua. Noi chiediamo da tempo la ripubblicizzazione di questo bene perché riteniamo che l'acqua sia un diritto, non è lecito che dei privati possano specularci sopra, non è civile che si paghi una remunerazione del 7% ai gestori sugli investimenti, è al limite della truffa il fatto che si faccia passare per investimenti le manutenzioni, è improponibile che si paghi in bolletta l'inefficienza dei gestori, è folle che si inseguano economie di scala su un bene così prezioso, è inqualificabile che ATO e comuni vadano a braccetto col gestore assecondandolo in ogni richiesta. La nostra situazione è disastrosa, siamo in piena crisi idrica. Avremo un aumento della bolletta del 30% retroattivo e continuiamo a costruire nuovi alloggi nonostante manchi una risorsafondamentale. Le proposte di Publiacqua sono portare acqua da Bilancino, ma forse si sono dimenticati che il lago in questione quest'anno sta raggiungendo la quota critica, sotto la quale è impossibile un ripristino stagionale del livello. Intendiamoci, noi siamo anche favorevoli alla proposta del “tubone” come risposta alle situazioni di emergenza, per sostituire l'utilizzo di autobotti, tuttavia portare acqua dalla Val di Sieve in Val D'Elsa costantemente è secondo noi una follia ambientale. Occorre tornare a valorizzare le risorse locali, occorre investire nel risparmio idrico, occorre cominciare a pensare a due tipi di forniture (potabile / non potabile), occorre imporre alle nuove costruzioni sistemi di raccolta di acque piovane, circuiti differenziati e eventuale riutilizzo. Nel programma dell'Unione e nella attuale discussione sulla finanziaria si parla di acqua come benepubblico; saremo curiosi di sapere perché nella nostra regione invece si parli solo di interessi privati sull'acqua. Se nei prossimi mesi non troverete più il nostro spazio, probabilmente i vertici di Publiacqua ci avranno fatto trasferire “in villeggiatura” sul giornalino del comune di Ventotene. Comunque non preoccupatevi il nostro sindaco ci assicura che, se facciamo i bravi, per il 2025 torniamo.

Segreteria PRC Barberino-Tavarnelle
 
Per approfondimenti: http://www.leggepopolareacqua.it , http://www.acquabenecomune.org , http://www.attac.it

Contatti: prc.tavarnelle@email.it
 
23 Ottobre 2007

ACQUA: DIRITTO O BISOGNO?

Se è un diritto allora deve essere garantito a tutti indipendentemente dalla convenienza economica. Se invece è un bisogno allora risponde ad una logica di mercato. 

Chi decide gli investimenti per garantire questo diritto?
L'ATO3, ovvero i 51 sindaci (o loro delegati) che rappresentano i comuni dell'ATO sono secondo la legge gli unici responsabili della pianificazione degli investimenti e della definizione delle tariffe. 

Chi porta l'acqua ai cittadini ?

L'ente gestore per L'ATO3 è Pubbliacqua spa, il cui azionariato è ripartito tra una quota pubblica del 60% in mano ai comuni dell'ATO, con quote e peso variabili. Una quota privata del 40% detenuta dal socio privato ACEA, socio a cui spetta il diritto di nomina dell'Amministratore Delegato, nonostante sia socio di minoranza. Soci di ACEA: Comune di Roma,Francesco Caltagirone, Suez SA. Gli altri del raggruppamento: MPS, Suez, Cons. Coop.Costruttori Emiliani, Cons. Toscano Costruzioni Sc. arl.
Dunque Pubbliacqua, a dispetto del nome, risponde a una logica privata, una logica di mercato.
La logica privatistica fa si che tutti gli investimenti futuri per garantire il servizio vadano finanziati con la bolletta.Inoltre, sempre in bolletta, al gestore spetta una remunerazione sull'investimento del 7%, per legge. 

La concessione tra ente pubblico ATO3 azienda di servizi Pbliacqua è sottoposta a Regio Decreto (2578/1925) che prevede che a 1/3 del contratto (2008) si possa aprire una verifica e che l'ente possa revocare la concessione.

Per quanto sopra chiediamo al consiglio comunale e al sindaco di impegnarsi a verificare tale possibilità, Affinché l'ACQUA torni COMPLETAMENTE PUBBLICA

email: prc.tavarnelle@email.it
                 Web: http://comunisti.giovani.it

 
18 Settembre 2007

Partecipa al rimboschimento dell'Amazzonia

http://un-clic-x-la-foresta.com/

Assieme a te Prizee.com lancia una grande proposta ambientale.
Se vengono raggiunti 100 milioni di visite, la società prizee.com farà una donazione di 10.000 euro all'associazione aquaverde che lotta in favore del rimboschimento dell'Amazzonia.

Per maggiori informazioni consultate il sito dedicato.
Tags: ambiente
 
06 Giugno 2007

La mia valle

Nel greco antico l’aggettivo possessivo (ed in tal caso soprattutto “mio”) doveva avere non solo un senso di possesso fisico ma anche affettivo, come più volte si riscontra nei primi testi scritti delle due epopee di Omero, l’Iliade e l’Odissea; nei riguardi della propria terra natia, magari di un’isola a cui tanto siamo legati e da cui tanto siamo lontani, avremmo usato scrivere “la mia Itaca”, intendendo con “mia” qualcosa di più ampio, come “mia cara”, “cara”, allo stesso modo in cui , dal tardo medioevo in poi, si diffuse dalla Francia (di Langue D’Oc) l’uso dell’aggettivo “doux” non per dire semplicemente “dolce”, ma volendo spiegare il sentimento di dolcezza che la terra madre suscita nei pellegrini da essa lontana.Mi sento quindi in un certo qual modo autorizzato a chiamare “la mia valle” la Valdelsa, di essa sono parte allo stesso modo in cui si è legati alla casa dei propri avi, e ad essa ripenso con malinconia ed affetto quando ne sono lontano. Ma ogni volta che ritorno sono costretto a vedere che la mia valle sta morendo, come se stesse affondando in un fiume di cemento che lentamente ma inesorabilmente la sta “sporcando”, cambiandole aspetto. Dalla mia infanzia, la Valdelsa è cambiata così tanto che sono  in grado di riconoscere la maschera che adesso l’avvolge: è una maschera d’AVIDITÀ, d’INQUINAMENTO e d’IGNORANZA. Sono costretto a scrivere queste parole, che non riusciranno a ricalcare fedelmente la linea dei miei ormai rabbiosi pensieri, dalla goccia che ho visto cadere sul vaso a questo punto traboccante della pazienza di un valdelsano comune, ma da questo punto di vista sveglio, di fronte all’approssimarsi della costruzione della Statale 429 Bis, la fantomatica “superstrada” che da decenni ci viene promessa. Ma è una vera ”promessa”? è come se ci avessero promesso qualcosa che, dicendola con parole dolci, può nuocerci. E ci nuocerà.Già adesso l’aria è irrespirabile, sulla nostra statale,  ed il traffico è spesso ingolfato e reso anche pericoloso dai tir. Un’informazione di massa falsata da interessi economici di appaltatori e petrolieri ci ha persuaso che l’unica soluzione a strade strette, inquinamento, collegamenti difficoltosi, sia una strada nuova e più scorrevole. La parola da usare in tal caso è IPOCRISIA: spostare la nuvola dei gas di scarico da un posto ad un altro non vuol dire risolvere il problema, vuol dire voltare lo sguardo lontano da esso. Ma ormai il diversivo è chiaro: la realizzazione di una nuova strada mette in circolo un giro di soldi che, nel gioco degli appalti, appesantiranno le tasche di qualcuno (…non gente comune..); non solo: il consumo di benzina che può scaturire da una tale incentivazione verso l’uso di automezzi privati, andrà anch’esso ad arricchire qualcuno che specula sulla nostra salute e sul nostro ambiente . Da tempo Rifondazione Comunista e altre forze politiche e sociali avevano sostenuto l’ampliamento ed il miglioramento della linea ferroviaria, una linea che, in alcuni tratti, impiega un tempo esagerato in percorsi mal gestiti; e nel settembre del 2006, ci è arrivato il raddoppio del binario tra Certaldo e Poggibonsi. Potrete notare il miglioramento dei tempi di percorrenza. Ma non basta. Sono molti anni che il traffico vero, quello nocivo, quello assassino, il traffico di merci, non è più su rotaia, ma su ruota. Si potrebbe obiettare che è così ovunque, adesso, in Toscana come nel resto d’Italia. Beh, così non ci piace, perché così non funziona. E siamo nel 2007, già da Aprile sono finite le scorte di acqua….nel 2007…per me, nato negli anni ’80, è quello che ritenevo “il futuro”, il posto nel tempo in cui avremmo avuto tutti le migliori tecnologie…e invece, ci muoviamo ancora su scatole di alluminio inventate più di 100 anni fa, che bruciano una sostanza che sta finendo, e che danneggiano l’ambiente. Futuro voleva dire sviluppo; sviluppo voleva dire fare cose in modo intelligente, non autocompromettente. Usare le automobili spinte da combustibili fossili è STUPIDO e VECCHIO. Stupido, stupido, stupido. Eppure la soluzione sarebbe semplice: incentivare l’uso dei mezzi pubblici, migliorarne le prestazioni, trasferire il trasporto merci su rotaia. Ma no, no, gettiamo cemento, costruiamo villette, strade, fabbriche nella nostra valle, scavalcando il confine tra sviluppo ed equilibrio ecologico. Già stretta, alla fine la Valdelsa vedrà la sostituzione del fiume con un’altra strada. Quel fiume dove mio nonno  faceva il bagno.Ci sposteremo da Poggibonsi ad Empoli in 10 minuti; di contro, respireremo un’aria profumata di petrolio e non avremo più una pianta nella nostra verde Valdelsa. Ma la mia valle non potrà morire così; credo che questo assassinio potrà essere fermato, specialmente se la braccia alzate verso il cielo saranno numerose.Condanniamo qui l’IPOCRISIA del voler vendere alla gente la soluzione dannosa come l’unica, se non la migliore. Condanniamo qui il sistema e i meccanismi di mercato che portano all’arricchimento di chi sfrutta le situazioni della gente, di chi finge di fare lavori utili, di chi pensa solo per se quando è seduto in posti di rappresentanza.Condanniamo ogni uso irrazionale del nostro capitale primario, la natura, ogni tentativo teorico di sostituzione delle fonti naturali con qualsivoglia elemento antropico, primo fra tutti il denaro. O’ mangiatelo, codesto foglio. Coltivatelo, allora, sui vostri campi di cemento. 

Un Albero

Per gentile concessione dei compagni della rivista Viceversa
http://viceversa-online.blogspot.com/
Tags: ambiente

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